Cosa non puoi non sapere per favorire il vero cambiamento

Che fare quando si pensa di aver bisogno di cambiare, ma pur sapendolo, non si riesce a innescare il vero cambiamento? In alcuni momenti della nostra vita possiamo renderci conto di non sentirci bene con noi stessi e sappiamo anche quali sono le ragioni che non ci fanno stare bene. E allora come mai non facciamo nulla per cambiare? 

Qui entra in gioco la nostra mente, ciò che descrivo spesso come il nostro centro comandi, il centro dove controlliamo tutto. Lo abbiamo costruito con cura negli anni come risposta al mondo esterno per riuscire a “sopravvivere”. Siamo stati così bravi che è talmente radicato, perfettamente funzionante, efficiente ed efficace che pensare e agire in un certo modo è diventata la regola. È qualcosa di familiare, che ci fa sentire comodi, a nostro agio, a tal punto che non prendiamo minimamente in considerazione, nel momento esatto in cui la macchina sta per partire, di interromperla e cambiare rotta

Ecco, se in quel momento esatto decidessimo di cambiare rotta offriremmo al nostro centro comandi la possibilità di inserire nei suoi file un nuovo programma, probabilmente più funzionale, che può farci vivere meglio di come abbiamo vissuto finora. Ci hai mai provato? Hai mai provato ad un certo punto della giornata o della tua vita a dirti “OK, ora basta adesso si fa in un altro modo”?

Il momento in cui l’ho fatto per davvero è stato quando sono arrivata al limite massimo di sopportazione. La mia parte emotiva – che non avevo ascoltato per lungo tempo – mi ha imposto di fermarmi e interrompere tutto quello che non mi faceva vivere bene. Quando è successo la prima volta non avevo ben chiaro cosa stesse accadendo, non ho scelto consapevolmente di farlo, è successo e basta. Avevo tirato talmente tanto la corda, che alla fine si era spezzata e non rimaneva altro che ascoltare la parte di me che aveva più bisogno

Non ero più la macchina super efficiente e razionale pronta a gestire e affrontare tutto, c’era dell’altro. Ho iniziato a chiedermi cosa fosse che si stava facendo sentire in modo così forte. È stato allora che ho iniziato a cambiare rotta, un passo alla volta, lasciando spazio a quella parte che avevo ignorato per troppo tempo, impegnata com’ero a provare al mondo che stavo “sopravvivendo” alla grande.

Ma cos’era questa parte? Era ciò che nel film “La Leggenda di Bagger Vance” viene definito l’unico vero autentico swing:

una cosa con cui siamo nati, una cosa che è nostra e nostra soltanto, una cosa che non ti può essere insegnata e non si impara, una cosa che va ricordata sempre…(continua a leggere nell’immagine)

vero cambiamento

Era quello che era successo a me, avevo dimenticato la parte migliore di me, seppellita sotto il mio centro comandi. E la mia parte emotiva era esplosa in tutta la sua forza e ora mi stava chiedendo il conto.

Ma come evitare che questo accada all’improvviso e che metta a soqquadro tutta la vostra vita? O peggio ancora, come evitare di soffocare completamente quella parte vivendo in uno stato che Henry David Thoreau definiva di “quieta disperazione” in cui ci si rassegna e si affoga lentamente nella pigrizia mentale?

Il primo passo più importante è iniziare ad osservarsi, osservare i nostri pensieri, le nostre azioni, emozioni, convinzioni: tutto ciò che fa parte della macchina che abbiamo costruito negli anni per proteggerci dal mondo esterno. Ti sei mai chiesto se il dialogo interiore che ti accompagna nel corso della giornata riflette veramente chi sei? E se quello che dice corrisponde davvero alla realtà? E quanto di quello che dice è davvero importante per la tua vita? Sei consapevole di come questo dialogo abbia un impatto su di te e su come fai esperienza del mondo? 

Per prendere le distanze da questo dialogo incessante e a volte stancante ciò che è necessario fare è porsi da osservatore e ascoltare in modo obiettivo quello che accade nella nostra mente. Ti renderai presto conto che tu non sei quella voce, tu sei chi ascolta il dialogo interiore. Quella voce è in realtà un insieme di voci che creano i nostri pensieri e ci fanno sentire che siamo in controllo di ciò che accade all’esterno. 

Tutto viene processato attraverso il pensiero e sebbene questo può farci sentire sicuri e pronti perché pensiamo di sapere cosa sta accadendo, in realtà ciò che avviene realmente è un’alterazione della percezione della realtà.

Bruce Lipton (link al suo video nella sezione Risorse e Libri di approfondimento in fondo alla pagina) spiega perfettamente come fino a 7 anni la nostra mente inconscia apprende attraverso l’ipnosi e la ripetizione di determinati schemi di pensiero e comportamento, osservando ciò che fanno le persone intorno a noi, a partire dai nostri genitori. In altre parole, in quegli anni ci programmiamo e programmiamo la nostra vita. 

Questa programmazione ci fa vedere le cose sulla base della nostra esperienza passata e, di conseguenza, ci rende meno aperti, attenti ed esposti agli eventi che accadono di fronte ai nostri occhi e che, di fatto, non possiamo già conoscere e prevedere prima che accadano.

Diventa, quindi, fondamentale osservarsi per far emergere ciò di cui non siamo completamente consapevoli, la nostra parte migliore.

Quando sarai in grado di distinguere i vecchi programmi che ti hanno accompagnato e che non funzionano perché non ti fanno stare bene, anche i neuroni smetteranno di attivarsi automaticamente per farti riprodurre gli stessi schemi di pensiero e comportamento e potrai iniziare a stimolarli in modo diverso. 

A questo punto sarà fondamentale aver risposto a questa importantissima domanda “Qual è la parte migliore di me che voglio coltivare?” Come dice Joe Dispenza nel suo libro “Cambia l’abitudine di essere te stesso”, mentre rifletti su questa domanda i neuroni del tuo cervello – siccome stai pensando in modo diverso – iniziano ad attivarsi e a formare nuove sequenze, schemi e combinazioni. Da questo momento puoi davvero iniziare a creare le condizioni, le fondamenta che ti permetteranno di cambiare e migliorare la tua vita tramite le infinite possibilità che ti si presenteranno di fronte e che prima non avresti mai visto o considerato. 

Per poterlo fare c’è bisogno di acquisire familiarità con la tua mente e con il centro comandi a cui troppo spesso siamo aggrappati e con cui ci identifichiamo per sentirci più sicuri e in controllo e c’è bisogno di decidere volontariamente che è arrivato il momento di essere una persona migliore e vivere una vita migliore di quella che tutti i giorni accettiamo come il nostro destino, come una realtà già segnata, come la nostra identità.

Non occorre forzarsi, imporsi di seguire un programma, delle regole dettate da qualcun altro. Occorre seguire un processo spontaneo e naturale di ascolto interiore che ci porta a prendere consapevolezza della macchina, a capire come funziona, per poi, grazie ad una consapevolezza sempre più chiara, osservarci e osservare la nostra vita per iniziare a fare delle scelte e delle azioni sempre più consapevoli e allineate a chi siamo veramente, alla nostra parte migliore e a ciò che vogliamo davvero creare nella nostra vita.

Chi sei veramente? Qual è la parte migliore di te? Cosa vuoi fare per esprimerla e coltivarla?

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Se pensi che questo articolo possa interessare qualcuno che conosci, giraglielo.


Risorse e libri di approfondimento

Bruce Lipton – Guarda il video oppure puoi leggere una trascrizione delle sue parole qui.

Eckart Tolle – Il Potere di Adesso

Michael Singer – The Untethered soul

Joe Dispenza – Cambia l’abitudine di essere te stesso



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